DIVENTARE GENITORI

Quando arriva un figlio…..

 

KIT INFORMATIVO

PER I DIPENDENTI IN PROCINTO DI DIVENTARE GENITORI

 

 

 

DEFINIZIONI

Congedo di maternità: astensione obbligatoria dal lavoro della madre lavoratrice

Congedo di paternità: astensione dal lavoro del padre lavoratore, fruito in alternativa al congedo di maternità.

Congedo parentale: diritto per entrambi i genitori di astenersi al lavoro facoltativamente entro i primi 8 anni di vita del bambino/a.

Riposo giornaliero: diritto di astenersi dal lavoro per il 1° anno di vita del bambino/a.

Congedo per malattia del figlio/a: astensione dal lavoro in casi di malattia del bambino/a fino agli 8 anni di età.

 

Per la mamma

La lavoratrice (anche con contratto a tempo determinato) deve osservare un congedo di maternità obbligatorio della durata di 5 mesi divisibili come di seguito:

  • 2 mesi antecedenti la data presunta del parto + 3 mesi successivi;
  • 1 mese antecedente la data presunta del parto + 4 mesi successivi, presentando certificazione del SSN.

In caso di parto prematuro, è possibile recuperare dopo la nascita il periodo non fruito.

Per le donne lavoratrici della Cooperativa Gruppo 78, che lavorano a stretto contatto con una tipologia di utenza che espone a rischio, il congedo obbligatorio scatta non appena viene certificata la gravidanza ed è possibile protrarla fino a al 7° mese di vita del bambino/a (il prolungamento è disposto dalla direzione provinciale del lavoro).

Il congedo di maternità spetta anche nei casi di adozione o di affidamento, secondo le seguenti modalità.

In caso di adozione nazionale, il congedo spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia (a prescindere dall’età del minore).

In caso di adozione internazionale, il congedo spetta per un totale di 5 mesi, a prescindere dall’età del minore. Il congedo può essere utilizzato, anche parzialmente, prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero necessario per l’incontro col minore e per il completamento della procedura adottiva.

In caso di affidamento, il congedo spetta entro 5 mesi dall’affidamento per un periodo massimo di 3 mesi, a prescindere dall’età del minore.

L’indennità è pari all’80% dello stipendio base.

L’indennità post-partum è erogata anche nei casi in cui:

  • Il bambino sia nato morto;
  • Il bambino sia deceduto successivamente al parto;
  • Ci sia stata un’interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno di gestazione.

Riposo giornaliero per allattamento

Entro il primo anno di vita del bambino la madre può assentarsi dal lavoro nel limite di 2 ore (anche cumulabili) se il suo orario giornaliero è minimo 6 ore, e 1 ora se meno di 6 ore. In caso di parto plurimo le ore raddoppiano.

In caso di adozione o affidamento, le stesse regole si applicano anche se il figlio ha già superato il primo anno di età, per tutto il primo anno dall’ingresso in famiglia.

Dal punto di vista retributivo, i riposi giornalieri sono considerati ore di lavoro ordinarie e sono quindi retribuiti.

La richiesta va presentata al datore di lavoro.

 

Per il papà

Nel caso in cui la madre non possa occuparsi del neonato, il papà può chiedere di lasciare il proprio lavoro per i 3 mesi successivi alla nascita del figlio/a.

È possibile usufruire di questo congedo anche:

  • Se la madre è deceduta;
  • Se la madre è gravemente malata;
  • Se il neonato è stato abbandonato dalla madre;
  • Se il neonato è affidato esclusivamente al padre.

In caso di adozione o affidamento, qualora non richiesto dalla madre, il congedo è riconosciuto al padre lavoratore.

L’indennità è pari all’80% dello stipendio base.

Per ottenere il congedo di paternità bisogna presentare richiesta al datore di lavoro e all’INPS.

Riposo giornaliero

Vale quanto scritto per i riposi giornalieri per la madre, precisando che tale opportunità è riconosciuta nei seguenti casi:

  • La madre è casalinga ma si trovi nell’oggettiva impossibilità di accudire il bambino perché impegnata in altre attività;
  • Il figlio è affidato solo al padre;
  • In alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
  • Se la madre è lavoratrice autonoma;
  • Morte o grave infermità della madre indipendentemente dalla sua condizione di lavoratore o meno.

Non è riconosciuta invece quando:

  • La madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa;
  • La madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per sospensione (aspettativa o permessi non retribuiti, pause lavorative per part-time verticale);
  • La madre lavoratrice autonoma fruisce delle indennità per congedo di maternità.

La domanda va presentata al datore di lavoro e all’INPS.

Sostegno economico eroga dalla PAT (intervento n°15)

 

La Provincia Autonoma di Trento eroga un contributo economico ai papà che hanno fatto richiesta di congedo parentale se il periodo richiesto è pari a 30 giorni o multipli di 30 entro il massimale di 4 mesi per ciascun figlio minore di 8 anni. La madre, per il periodo nel quale è fatta richiesta di congedo parentale, deve essere occupata alle dipendenze. Per informazioni dettagliate rispetto ai requisiti e alla determinazione del contributo e per fare domanda stessa ci si deve rivolgere all’Agenzia del Lavoro della Provincia ufficio Osservatorio del mercato del lavoro Via Guardini, 75 Trento.

 

www.agenzialavoro.tn.it

 

Congedo parentale

Entrambi i genitori hanno la possibilità di astenersi dal lavoro con una fruizione del congedo in modalità mensile, giornaliera ed oraria,, in alcuni casi anche contemporaneamente, per prendersi cura dei propri figli.

Il congedo parentale non può complessivamente eccedere il limite dei 10 mesi (entro il 12° anno del bambino/a) così ripartiti:

  • Alla madre lavoratrice un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • Al padre lavoratore un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • Qualora vi sia un solo genitore un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi.

In caso di parto plurimo il congedo spetta per ciascun figlio/a.

Se il padre lavoratore usufruisce di un periodo di astensione non inferiore ai 3 mesi il periodo massimo dell’astensione cui ha diritto viene aumentato di 1 mese (raggiungendo 7 mesi).

Il congedo parentale spetta anche in caso di adozione (nazionale o internazionale) o di affidamento qualsiasi sia l’età del minore, purché venga richiesto entro l’ottavo anno dall’ingresso in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della sua maggiore età.

In caso di figli con gravi handicap il congedo parentale è esteso fino a 3 anni senza limitazione di mesi con il 30% della retribuzione, o in alternativa è possibile usufruire di un permesso giornaliero retribuito di 2 ore. L’astensione dei genitori può essere contemporanea.

Durante il congedo viene corrisposto il 30 % della retribuzione giornaliera dell’ultimo mese di lavoro per un massimo di 6 mesi fino ai 6 anni d’età del bambino. Dai 6 anni è possibile usufruirne senza ricevere alcun corrispettivo. In caso di malattia certificata il congedo si interrompe e subentra il trattamento economico relativo alle assenze per malattia e si posticipa l’utilizzo del congedo.

La domanda va fatta all’INPS e, salvi i casi di oggettiva impossibilità, il genitore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e criteri definiti dai contratti collettivi e comunque, con un termine di preavviso non inferiore a 5 giorni, in caso di richiesta di congedo parentale mensile o giornaliero, e non inferiore a 2 giorni in caso di congedo orario.

 

 

 

 

Permessi per malattia del figlio/a

Se il figlio si ammala si ha diritto ad assentarsi dal lavoro per accudirlo. La malattia deve essere attestata da un medico del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato con l’ente. Il bambino non può essere sottoposto a visita fiscale e il genitore non ha l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità entro i primi 3 anni di vita.

Fino ai 3 anni non ci sono limiti temporali di assenza, dai 3 agli 8 anni nel limite di 5 giorni lavorativi all’anno per ogni figlio.

In caso di adozione o affidamento ci si può assentare:

  • Per un periodo illimitato fino al compimento del sesto anno di età del bambino;
  • Dai 6 agli 8 anni del bambino per 5 giorni lavorativi all’anno;
  • Nei primi tre anni dall’ingresso del bambino nel nucleo familiare e se al momento dell’adozione o dell’affidamento ha un età compresa tra i 6 e i 12 anni, per 5 giorni lavorativi all’anno.

Le assenze non vengono retribuite.

I permessi per malattia valgono per entrambi i genitori ma solo in alternanza.

 

Che altri diritti abbiamo?

  • Si ha diritto a conservare il posto di lavoro nella stessa sede o in altra sede dello stesso Comune fino al compimento di un anno di età del figlio/a;
  • Se si usufruisce dei congedi non si può essere licenziati fino al compimento di un anno di età del bambino/a. il licenziamento è ammesso in caso di giusta causa, se l’azienda cessa la sua attività, se è scaduto il termine della prestazione per la quale si è stati assunti oppure se non si ha superato il periodo di prova;
  • Non si ha l’obbligo di prestare lavoro notturno fino al compimento del terzo anno di età del figlio/a; se si è genitore e unico affidatario del figlio/a, fino all’età di 12 anni; se si ha a carico un figlio/a disabile, indipendentemente dalla sua età.
  • È possibile chiedere al datore di lavoro il part-time in quanto misura volta a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Esiste attualmente il diritto di vedere accolta la richiesta entro il limite della percentuale prevista dal Contratto collettivo di categoria. Al di sopra di questa percentuale vale la discrezionalità del datore di lavoro;
  • Nel caso si abbia un reddito basso ci si può rivolgere:

→   Ai centri per l’impiego per le misure di sostegno al reddito;

→   Ai servizi sociali della zona per informazioni riguardo l’assegno regionale al nucleo familiare o eventuali sussidi;

→   Allo sportello famiglia per acquisire informazioni sugli interventi e sui servizi a favore delle famiglie – www.trentinofamiglia.it;

→   Alle organizzazioni sindacali o agli enti di patronato presenti sul territorio provinciale.

 

 

 

Per ulteriori informazioni

www.lavoro.gov.it

www.pariopportunità.gov.it

www.inps.it

http://www.trentinofamiglia.it/Primo-piano/Archivio-2009/Dicembre/Congedi-al-padre-anche-se-la-mamma-e-casalinga

D. Lgs 151 del 26 marzo 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”