DIVENTARE GENITORI

Quando arriva un figlio…..

 

KIT INFORMATIVO

PER I DIPENDENTI IN PROCINTO DI DIVENTARE GENITORI

 

 

 

DEFINIZIONI

Congedo di maternità: astensione obbligatoria dal lavoro della madre lavoratrice

Congedo di paternità: astensione dal lavoro del padre lavoratore, fruito in alternativa al congedo di maternità.

Congedo parentale: diritto per entrambi i genitori di astenersi al lavoro facoltativamente entro i primi 8 anni di vita del bambino/a.

Riposo giornaliero: diritto di astenersi dal lavoro per il 1° anno di vita del bambino/a.

Congedo per malattia del figlio/a: astensione dal lavoro in casi di malattia del bambino/a fino agli 8 anni di età.

 

Per la mamma

La lavoratrice (anche con contratto a tempo determinato) deve osservare un congedo di maternità obbligatorio della durata di 5 mesi divisibili come di seguito:

  • 2 mesi antecedenti la data presunta del parto + 3 mesi successivi;
  • 1 mese antecedente la data presunta del parto + 4 mesi successivi, presentando certificazione del SSN.

In caso di parto prematuro, è possibile recuperare dopo la nascita il periodo non fruito.

Per le donne lavoratrici della Cooperativa Gruppo 78, che lavorano a stretto contatto con una tipologia di utenza che espone a rischio, il congedo obbligatorio scatta non appena viene certificata la gravidanza ed è possibile protrarla fino a al 7° mese di vita del bambino/a (il prolungamento è disposto dalla direzione provinciale del lavoro).

Il congedo di maternità spetta anche nei casi di adozione o di affidamento, secondo le seguenti modalità.

In caso di adozione nazionale, il congedo spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia (a prescindere dall’età del minore).

In caso di adozione internazionale, il congedo spetta per un totale di 5 mesi, a prescindere dall’età del minore. Il congedo può essere utilizzato, anche parzialmente, prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero necessario per l’incontro col minore e per il completamento della procedura adottiva.

In caso di affidamento, il congedo spetta entro 5 mesi dall’affidamento per un periodo massimo di 3 mesi, a prescindere dall’età del minore.

L’indennità è pari all’80% dello stipendio base.

L’indennità post-partum è erogata anche nei casi in cui:

  • Il bambino sia nato morto;
  • Il bambino sia deceduto successivamente al parto;
  • Ci sia stata un’interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno di gestazione.

Riposo giornaliero per allattamento

Entro il primo anno di vita del bambino la madre può assentarsi dal lavoro nel limite di 2 ore (anche cumulabili) se il suo orario giornaliero è minimo 6 ore, e 1 ora se meno di 6 ore. In caso di parto plurimo le ore raddoppiano.

In caso di adozione o affidamento, le stesse regole si applicano anche se il figlio ha già superato il primo anno di età, per tutto il primo anno dall’ingresso in famiglia.

Dal punto di vista retributivo, i riposi giornalieri sono considerati ore di lavoro ordinarie e sono quindi retribuiti.

La richiesta va presentata al datore di lavoro.

 

Per il papà

Nel caso in cui la madre non possa occuparsi del neonato, il papà può chiedere di lasciare il proprio lavoro per i 3 mesi successivi alla nascita del figlio/a.

È possibile usufruire di questo congedo anche:

  • Se la madre è deceduta;
  • Se la madre è gravemente malata;
  • Se il neonato è stato abbandonato dalla madre;
  • Se il neonato è affidato esclusivamente al padre.

In caso di adozione o affidamento, qualora non richiesto dalla madre, il congedo è riconosciuto al padre lavoratore.

L’indennità è pari all’80% dello stipendio base.

Per ottenere il congedo di paternità bisogna presentare richiesta al datore di lavoro e all’INPS.

Riposo giornaliero

Vale quanto scritto per i riposi giornalieri per la madre, precisando che tale opportunità è riconosciuta nei seguenti casi:

  • La madre è casalinga ma si trovi nell’oggettiva impossibilità di accudire il bambino perché impegnata in altre attività;
  • Il figlio è affidato solo al padre;
  • In alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
  • Se la madre è lavoratrice autonoma;
  • Morte o grave infermità della madre indipendentemente dalla sua condizione di lavoratore o meno.

Non è riconosciuta invece quando:

  • La madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa;
  • La madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per sospensione (aspettativa o permessi non retribuiti, pause lavorative per part-time verticale);
  • La madre lavoratrice autonoma fruisce delle indennità per congedo di maternità.

La domanda va presentata al datore di lavoro e all’INPS.

Sostegno economico eroga dalla PAT (intervento n°15)

 

La Provincia Autonoma di Trento eroga un contributo economico ai papà che hanno fatto richiesta di congedo parentale se il periodo richiesto è pari a 30 giorni o multipli di 30 entro il massimale di 4 mesi per ciascun figlio minore di 8 anni. La madre, per il periodo nel quale è fatta richiesta di congedo parentale, deve essere occupata alle dipendenze. Per informazioni dettagliate rispetto ai requisiti e alla determinazione del contributo e per fare domanda stessa ci si deve rivolgere all’Agenzia del Lavoro della Provincia ufficio Osservatorio del mercato del lavoro Via Guardini, 75 Trento.

 

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Congedo parentale

Entrambi i genitori hanno la possibilità di astenersi dal lavoro con una fruizione del congedo in modalità mensile, giornaliera ed oraria,, in alcuni casi anche contemporaneamente, per prendersi cura dei propri figli.

Il congedo parentale non può complessivamente eccedere il limite dei 10 mesi (entro il 12° anno del bambino/a) così ripartiti:

  • Alla madre lavoratrice un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • Al padre lavoratore un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • Qualora vi sia un solo genitore un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi.

In caso di parto plurimo il congedo spetta per ciascun figlio/a.

Se il padre lavoratore usufruisce di un periodo di astensione non inferiore ai 3 mesi il periodo massimo dell’astensione cui ha diritto viene aumentato di 1 mese (raggiungendo 7 mesi).

Il congedo parentale spetta anche in caso di adozione (nazionale o internazionale) o di affidamento qualsiasi sia l’età del minore, purché venga richiesto entro l’ottavo anno dall’ingresso in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della sua maggiore età.

In caso di figli con gravi handicap il congedo parentale è esteso fino a 3 anni senza limitazione di mesi con il 30% della retribuzione, o in alternativa è possibile usufruire di un permesso giornaliero retribuito di 2 ore. L’astensione dei genitori può essere contemporanea.

Durante il congedo viene corrisposto il 30 % della retribuzione giornaliera dell’ultimo mese di lavoro per un massimo di 6 mesi fino ai 6 anni d’età del bambino. Dai 6 anni è possibile usufruirne senza ricevere alcun corrispettivo. In caso di malattia certificata il congedo si interrompe e subentra il trattamento economico relativo alle assenze per malattia e si posticipa l’utilizzo del congedo.

La domanda va fatta all’INPS e, salvi i casi di oggettiva impossibilità, il genitore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e criteri definiti dai contratti collettivi e comunque, con un termine di preavviso non inferiore a 5 giorni, in caso di richiesta di congedo parentale mensile o giornaliero, e non inferiore a 2 giorni in caso di congedo orario.

 

 

 

 

Permessi per malattia del figlio/a

Se il figlio si ammala si ha diritto ad assentarsi dal lavoro per accudirlo. La malattia deve essere attestata da un medico del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato con l’ente. Il bambino non può essere sottoposto a visita fiscale e il genitore non ha l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità entro i primi 3 anni di vita.

Fino ai 3 anni non ci sono limiti temporali di assenza, dai 3 agli 8 anni nel limite di 5 giorni lavorativi all’anno per ogni figlio.

In caso di adozione o affidamento ci si può assentare:

  • Per un periodo illimitato fino al compimento del sesto anno di età del bambino;
  • Dai 6 agli 8 anni del bambino per 5 giorni lavorativi all’anno;
  • Nei primi tre anni dall’ingresso del bambino nel nucleo familiare e se al momento dell’adozione o dell’affidamento ha un età compresa tra i 6 e i 12 anni, per 5 giorni lavorativi all’anno.

Le assenze non vengono retribuite.

I permessi per malattia valgono per entrambi i genitori ma solo in alternanza.

 

Che altri diritti abbiamo?

  • Si ha diritto a conservare il posto di lavoro nella stessa sede o in altra sede dello stesso Comune fino al compimento di un anno di età del figlio/a;
  • Se si usufruisce dei congedi non si può essere licenziati fino al compimento di un anno di età del bambino/a. il licenziamento è ammesso in caso di giusta causa, se l’azienda cessa la sua attività, se è scaduto il termine della prestazione per la quale si è stati assunti oppure se non si ha superato il periodo di prova;
  • Non si ha l’obbligo di prestare lavoro notturno fino al compimento del terzo anno di età del figlio/a; se si è genitore e unico affidatario del figlio/a, fino all’età di 12 anni; se si ha a carico un figlio/a disabile, indipendentemente dalla sua età.
  • È possibile chiedere al datore di lavoro il part-time in quanto misura volta a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Esiste attualmente il diritto di vedere accolta la richiesta entro il limite della percentuale prevista dal Contratto collettivo di categoria. Al di sopra di questa percentuale vale la discrezionalità del datore di lavoro;
  • Nel caso si abbia un reddito basso ci si può rivolgere:

→   Ai centri per l’impiego per le misure di sostegno al reddito;

→   Ai servizi sociali della zona per informazioni riguardo l’assegno regionale al nucleo familiare o eventuali sussidi;

→   Allo sportello famiglia per acquisire informazioni sugli interventi e sui servizi a favore delle famiglie – quando sarà possibile operare con opzioni binarie con fineco;

→   Alle organizzazioni sindacali o agli enti di patronato presenti sul territorio provinciale.

 

 

 

Per ulteriori informazioni

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D. Lgs 151 del 26 marzo 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”

 

 

 

SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA

KIT INFORMATIVO

PER I DIPENDENTI CON CARICHI DI CURA

 

 

 

 

 

GLOSSARIO

CARICO DI CURA: La famiglia è il nucleo che per primo si “fa carico” delle esigenze di cura dei propri membri. La cura rappresenta una delle funzioni chiave della famiglia sia nella “normalità” del ciclo vitale della famiglia, che nei momenti di crisi.

Di fronte ad eventi critici o gravi carichi assistenziali la famiglia mette in atto delle strategie di integrazione delle risorse quali:

  • Il sovraccarico familiare con l’aumento del lavoro per i membri della famiglia (in genere le donne);
  • Il coordinamento delle risorse della famiglia con quelle delle reti di parentela, amicizia e vicinato;
  • La gestione di un variegato insieme di risorse familiari, comunitarie (ad esempio di volontariato), dei servizi pubblici e di quelli privati.

 

INVALIDITÀ: L'invalidità è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell'udito

DISABILITÀ: è la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.

 

 

La normativa di riferimento è la Legge n° 104 del 5 febbraio 1992 “LEGGE-QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE”. Questa legge definisce in modo dettagliato i diritti delle persone con handicap e dei loro familiari.

Per accedere a questi diritti ed agevolazioni è necessario una certificazione di invalidità rilasciata dall’organo competente. La domanda per usufruire delle agevolazioni deve essere presentata presso un qualsiasi patronato.

 

Permessi retribuiti

(L. 104/92 art. 33 – D. Lgs 151/01 art. 42)

A CHI SPETTANO

  • ai genitori lavoratori dipendenti di figli in situazione di disabilità grave con età inferiore a tre anni spetta il prolungamento dell'astensione facoltativa o 2 ore al giorno (Circ. 162/93, punto 1) fino al compimento dei 3 anni di vita del bambino o 3 giorni ( circ. 155/2010) al mese anche frazionabili in ore.
  • ai coniuge, parenti o affini entro il 2° grado che lavorano come dipendenti spettano 3 giorni al mese anche frazionabili in ore. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado della persona con in situazione di disabilità grave soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. I tre giorni di permesso mensili possono essere fruiti anche dai parenti e dagli affini del minore di tre anni in situazione di disabilità grave (33, comma 3, della legge 104/92 come modificato dall’art.24 della legge 183/2010 - vedi circolare n. 155/2010-).

NON SPETTANO

  • ai lavoratori a domicilio (Circ. 80/95, punto 4);
  • agli addetti ai lavoro domestici e familiari (Circ. 80/95, punto 4);
  • ai lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari circ. 133 /2000 punto 3.3;
  • ai lavoratori autonomi
  • ai lavoratori parasubordinati

Genitori di figli in situazione di disabilità grave con età inferiore a tre anni.

I genitori lavoratori dipendenti di figli minorenni in situazione di disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, possono fruire, in alternativa di:

1. Prolungamento fino a tre anni di età del bambino con disabilità grave, del periodo di astensione facoltativa dal lavoro con diritto, per tutto il periodo, alla indennità pari al 30% della retribuzione. Si precisa che il prolungamento può essere fruito dal termine del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente indipendentemente dal fatto che sia stato in precedenza utilizzato o esaurito e cioè:

  • Per la madre: trascorsi 6 mesi del periodo di congedo di maternità;
  • Per il padre: trascorsi 7 mesi dalla data di nascita del bambino;
  • Per il genitore solo: trascorsi 10 mesi decorrenti:
    • in caso di madre: dalla fine del congedo di maternità;
    • in caso di padre: dalla nascita del minore o dalla fruizione dell'eventuale congedo di paternità.

In caso di adozione nazionale:

  • Per il genitore che fruisce del congedo di maternità: trascorsi i 5 mesi del periodo di congedo di maternità (cioè trascorsi 5 mesi dall'ingresso del bambino in famiglia) più il periodo di congedo parentale teoricamente fruibile (6 mesi per la madre e 7 mesi per il padre);
  • Per la madre, quando è il padre ad aver fruito del congedo di paternità/maternità: trascorsi 6 mesi dalla data di ingresso in famiglia del bambino;
  • Per il padre, quando è la madre ad aver fruito del congedo di maternità: trascorsi 7 mesi dalla data di ingresso in famiglia del bambino.

In caso di adozione internazionale:

  • Per il genitore che fruisce del congedo di maternità: trascorsi i 5 mesi del periodo di congedo di maternità (cioè trascorsi 5 mesi dall'ingresso del bambino in Italia) più il periodo di congedo parentale teoricamente fruibile (6 mesi per la madre e 7 mesi per il padre) (circ. n. 16/2008).
  • Per la madre, quando è il padre ad aver fruito del congedo di paternità/maternità: trascorsi 6 mesi dalla data di ingresso in Italia del bambino;
  • Per il padre, quando è la madre ad aver fruito del congedo di maternità: trascorsi 7 mesi dalla data di ingresso in Italia del bambino.

2. Riposi orari retribuiti fino a tre anni di età di vita del bambino rapportati all'orario giornaliero di lavoro (2 ore di permesso giornaliero per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi) (circ. n. 291/1995). Si precisa che, ai sensi del comma 2 dell'art. 33, il genitore può comunque chiedere di fruire del permesso di due ore giornaliere in luogo del congedo parentale (astensione facoltativa dal lavoro) sia per i primi 6 mesi previsti dal D.lgs. n. 151/2001 che per il periodo di prolungamento di questo (fino ai tre anni) (circ. n. 80/1995, p. 2.).

  • tre giorni di permesso mensili anche frazionabili in ore (vedi combinato disposto art. 33, comma 3, della legge n. 104/92 e art. 42, comma 2, del decreto legislativo n. 151/2001 come modificati nell’art. 24 della legge n. 183/2010).

Si precisa che i genitori di figli con disabilità grave hanno la possibilità di fruire dei giorni di permesso alternativamente, sempre nel limite dei tre giorni per soggetto disabile, anche con assenze contestuali dal rispettivo lavoro (es.: madre 2 gg, padre 1 gg. anche coincidente con 1 dei 2 gg. della madre). (Circ. 133/2000 punto 2.2.3– Circ. 128/2003 punto 9)

Si sottolinea inoltre che, trattandosi di istituti speciali rispondenti alle medesime finalità di assistenza al disabile in situazione di gravità, la fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili, del prolungamento del congedo parentale e delle ore di riposo deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese.

Pertanto, nel mese in cui uno o entrambi i genitori, anche alternativamente, abbiano beneficiato di uno o più giorni di permesso ai sensi dell’art. 33, comma 3 citato, gli stessi non potranno usufruire per lo stesso figlio delle due ore di riposo giornaliero o del prolungamento del congedo parentale.

Allo stesso modo, nel mese in cui uno o entrambi i genitori abbiano fruito, anche alternativamente, del prolungamento del congedo parentale o delle due ore di riposo giornaliero, gli altri parenti o affini aventi diritto non potranno beneficiare per lo stesso soggetto in situazione di disabilità grave dei giorni di permesso mensili.

Si precisa che i tre permessi sono giornalieri, fruibili anche continuativamente o frazionabili a ore.

Coniuge, parenti e affini di persone in situazione di disabilità

I lavoratori dipendenti, coniuge, parenti o affini della persona in situazione della disabilità grave, entro il secondo grado (a titolo esemplificativo sono parenti di primo grado: genitori, figli; sono parenti di secondo grado: nonni, fratelli, sorelle, nipoti in quanto figli dei figli; sono affini di primo grado: suocero/a, nuora, genero; sono affini di secondo grado: cognati), possono usufruire di tre giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore.

I tre giorni di permesso mensili possono essere fruiti anche dai parenti e dagli affini del minore di tre anni in situazione di disabilità grave (33, comma 3, della legge 104/92 come modificato dall’art.24 della legge 183/2010 - vedi circolare n. 155/2010-) Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado (a titolo esemplificativo sono parenti di terzo grado: zii, nipoti in quanto figli di fratelli/sorelle, bisnonni, pronipoti in linea retta; sono affini di terzo grado zii acquisiti, nipoti acquisiti) della persona con disabilità in situazione di gravità soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona in situazione di disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

La possibilità di passare dal secondo al terzo grado di assistenza si verifica anche nel caso in cui uno solo dei soggetti menzionati (coniuge, genitore) si trovi nelle descritte situazioni (assenza, decesso, patologie invalidanti).

 

Altre agevolazioni per i diversamente abili

Sia per i minori che per gli adulti esistono parecchie agevolazioni a livello fiscale, economico o di servizi. Per ogni informazione, domanda o chiarimento ci si può rivolgere allo sportello HANDICAP, che si trova c/o il Servizio Attività Sociali del Comune di Rovereto, in via Pasqui, 10 3° piano con apertura il 1° ed il 3° lunedì del mese con orario 14-17 tel.0464-452900.

Per usufruire di questi servizi serve presentare una domanda corredata sempre da una certificazione di invalidità.

Agevolazioni riguardanti l’Auto:

  • Iva agevolata e detrazione sulla dichiarazione dei redditi, sia per acquisto che per modifica (guida per disabili, pedane);
  • Esenzione bollo auto.

Agevolazioni riguardanti sussidi tecnici ed informatici:

  • Detraibilità sulla dichiarazione dei redditi. Per questo tipo di agevolazione serve un apposito certificato medico attestante la patologia e che sussidio serve.

Agevolazioni riguardanti la casa o lo stare a casa:

  • Abbattimento delle barriere architettoniche, su basi ICEF, rimborso di una parte della spesa sostenuta;
  • Assegno di cura: su base ICEF (inferiore a 0.32), contributo economico per il supporto a casa della persona, bisogna presentare una domanda ed attendere di essere chiamati alla visita;
  • Sostegno a servizio della persona con handicap grave: sono progetti personalizzati finanziati per favorire la persona affinché possa rimanere nella dimore abituale. La condizione di handicap grave è diversa dalla condizione di invalidità e accompagnamento, bisogna quindi presentare apposita domanda.

Agevolazioni riguardo i trasporti:

  • Diritto al tesserino trasporti gratuito (se l’invalidità è del 100% si ha diritto ad un accompagnatore gratis);
  • Servizio trasporto “Muoversi”(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

 

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GLOSSARIO

CARICO DI CURA: 

La famiglia è il nucleo che per primo si “fa carico” delle esigenze di cura dei propri membri. La cura rappresenta una delle funzioni chiave della famiglia sia nella “normalità” del ciclo vitale della famiglia, che nei momenti di crisi. Di fronte ad eventi critici o gravi carichi assistenziali la famiglia mette in atto delle strategie di integrazione delle risorse quali:

• Il sovraccarico familiare con l’aumento del lavoro per i membri della famiglia (in genere le donne);
• Il coordinamento delle risorse della famiglia con quelle delle reti di parentela, amicizia e vicinato;
• La gestione di un variegato insieme di risorse familiari, comunitarie (ad esempio di volontariato), dei servizi pubblici e di quelli privati.

INVALIDITÀ: 

L'invalidità è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell'udito.

DISABILITÀ: 

E' la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta
capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno
autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita
sociale.

 

La normativa di riferimento è la Legge n° 104 del 5 febbraio 1992 “LEGGE-QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE”. Questa legge definisce in modo dettagliato i diritti delle persone con handicap e dei loro familiari.
Per accedere a questi diritti ed agevolazioni è necessario una certificazione di invalidità rilasciata dall’organo competente. La domanda per usufruire delle agevolazioni deve essere presentata presso un qualsiasi patronato.
Oltre alle possibilità garantite dalla legge n. 104/92, le agevolazioni per i trasporti e l’assegno di cura esplicate nel KIT informativo “SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA”, indichiamo i seguenti ulteriori supporti:

o Badante;
o Centri diurni per anziani;
o Interventi domiciliari (pasti, pulizie, lavatrici, igiene della persona);
o Assistenza domiciliare integrata (ADI);
o Interventi di eliminazione e/o superamento delle barriere architettoniche;
o Amministratore di sostegno.

 

BADANTE


Rivolgendosi allo sportello “Cinformi” o alla Cooperativa La Casa è possibile ottenere informazioni e attivare la prestazione di una badante a pagamento, si tratta di una regolare assunzione con relativo pagamento di stipendio e versamento contributi.
Per contattare telefonicamente il Cinformi è possibile chiamare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì i numeri:

0461.404600 Centralino
0461.405699 Fax
800.991161 Numero verde (operatore automatico)

Oppure parlare con il personale del Cinformi consulta la seguente pagina: che cosa sono le azioni binarie
I recapiti della Cooperativa La Casa sono i seguenti:


0464.490125 Telefono


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CENTRI DIURNI PER ANZIANI


Sul territorio sono presenti strutture per accogliere persone anziane: per valutare se il soggetto può usufruire del servizio ci si deve rivolgere all’assistente sociale di riferimento. Si tratta di un servizio a pagamento, con tariffa commisurata al reddito del nucleo familiare (coefficiente ICEF) Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito ip option binary

INTERVENTI DOMICILIARI


Sono supporti temporanei o continuativi che possono riguardare una o più aspetti tra: la fornitura dei pasti a domicilio, le pulizie dell’alloggio, il lavaggio della biancheria e l’igiene della persona. Per attivarli è necessario rivolgersi al servizio sociale del territorio di competenza.


ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI)


Si tratta di un insieme di prestazioni socio sanitarie erogate in modo integrato al domicilio della persona (prestazioni medico – infermieristiche). Ci si deve rivolgere al proprio Medico di Base, il quale, su consenso della persona può attivare il servizio che è a pagamento con tariffa commisurata in base al reddito (coefficiente ICEF).


ELIMINAZIONE E/O SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE


La Provincia Autonoma di Trento rimborsa parte della spesa sostenuta per lavori eseguiti a tal scopo in casa. L’ammontare del rimborso si basa sull’indicatore ICEF.
Per informazioni rivolgersi agli sportelli periferici del servizio politiche sociali della PAT oppure all’Ufficio per il volontariato e la mobilità delle persone diversamente abili.


Recapiti: 0461.492749 Telefono
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO


È una persona nominata dal giudice tutelare come forma di supporto esclusivamente per le funzioni chel’individuo non può più compiere autonomamente. Per informazioni rivolgersi ai tribunali competenti del territorio presso lo sportello dell’associazione amministratori di sostegno del Trentino.


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